COME NON PAGARE IL C.D. CANONE RAI (LECITAMENTE)


Ecco come non pagare il canone (lecitamente)

Dagli over 75 a chi dimostra di non avere il televisore, tutti i modi (leciti) per non versare l'imposta

Clarissa Gigante - Lun, 27/01/2014 - 12:46



Ce lo ricordano da mesi con martellanti spot pubblicitari in onda a tutte le ore: il 31 gennaio scade il canone Rai.
L'imposta - odiata dai più - è arrivata a 113,50 euro e l'unico modo per non incorrere in sanzioni è pagarla in tempo.
Difficile scamparla: per quanto il nome faccia pensare a un abbonamento ai canali Rai, il canone non è altro che un'imposta sul possesso del televisore stabilita da una legge del 1938 mai abolita o riformata, nonostante da allora il panorama mediatico sia decisamente cambiato. Difficile scamparla, quindi: chi non ha in casa almeno una tv o un qualsiasi altro dispositivo "atto o adattabile alla ricezione di segnali televisivi"?
In realtà basta cercare bene persino sul sito della Rai per trovare qualche éscamotage. Il primo caso in cui si può non pagare è ovviamente quello in cui si può dimostrare di non avere televisori, anche con eventuali ricevute di averlo venduto o portato in discarica o che è stato rubato.
Altra strada è quello di farsi suggellare la tv, in modo da non dover disfarsi fisicamente del dispositivo. La possibilità è prevista persino nel Regio decreto che istituisce il canone e impone di sigillare l'apparecchio in un sacco di iuta. Ormai, a dire il vero, è sufficiente impegnarsi a non utilizzare il televisore versando 5,16 euro attraverso un vaglia postale intestato a "Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 – Sat Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino" e specificare sulla causale la volontà di far suggellare la tv e il numero dell'abbonamento. Parallelamente bisogna invare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno in cui si fa la stessa richiesta. Va da sé che in caso di decesso gli eredi possano chiedere il suggellamento o disfarsi del televisore (a patto di dimostrarlo) per non pagare l'imposta. Sia per i titolari che per gli eredi, questa soluzione in effetti non è più valida per il 2014, ma entro la fine dell'anno è possibile fare la richiesta per disdire l'abbonamento dal 2015.
Una scappatoia, inoltre, c'è per chi ha compiuto 75 anni entro il termine di pagamento del canone: se hanno un reddito inferiore ai 516,46 euro al mese e se non vivono con altri titolari di reddito possono chiedere l'esenzione dal pagamento.
Se si è titolare di più immobili e si hanno più televisori (magari uno per casa), inoltre, la tassa si applica una sola volta. Nel caso invece in cui un appartamento sia affittato, il canone spetta all'inquilino. Senza dimenticare le zone in cui il segnale dei canali Rai non arriva in parte o per nulla. Un problema risolvibile con la diffusione del digitale terrestre, ma che permette di non pagare. In questa situazione il consiglio è quello di rivolgersi alle associazioni dei consumatori.
Attenzione però: anche se si hanno i requisiti, non basta smettere di pagare per non incorrere in sanzioni. In ogni caso è necessario richiedere la disdetta del canone con una raccomandata A/R all'indirizzo "Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 – Sat Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino". Una volta richiesta, potrebbero venire - previo appuntamento concordato - finanzieri o funzionari Rai a controllare se effettivamente avete o usate almeno un televisore. Ma per entrare in casa senza il vostro permesso a verificare i requisiti hanno bisogno di un mandato. E in ogni caso, una volta sbarazzatisi della tv potrete guardare comunque i programmi preferiti da pc, smartphone e tablet che non vengono considerati apparecchi in grado di ricevere segnali televisivi.


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